Preferisco l’inverno e l’autunno, quando si sente la struttura ossea del paesaggio – la sua solitudine, il sentimento pieno dell’inverno.
(Andrew Wyeth)

Fin da quando ero una bambina ho sempre amato l’odore dell’ozono che si avverte durante i temporali di agosto. Mia madre mi faceva indossare degli spessi maglioni fatti a mano… ne ricordo uno di colore blu. Il mio papà mi comprava gli scarponcini pesanti, per camminare sotto la pioggia senza bagnarmi i piedi (li comprava in autunno, così sarebbero andati bene almeno fino alla fine dell’inverno). Ricordo che pensavo che a breve sarebbe caduta la neve e avremmo fatto le prime uscite la domenica, io e papà da soli, per andare a sciare in qualche campetto vicino a Roma. Con gli scarponi con i lacci, gli sci di legno sciolinati con la cera delle candele.

Tutto questo è la nostalgia…

Nostalgia di un tempo che soltanto qui, tra queste montagne, è diventata passione e tenerezza. E questo odore, quello della neve, mi fa restare per sempre bambina, eternamente innamorata di una vita che, almeno qui, si svolge più lentamente che nella grande città.

Quanti autunni ho trascorso così, aspettando l’inverno?

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